Il blog di Lovli

Month

June 2013

21 posts

Jun 18, 2013
#Raffaella Carrà #lovli #happy birthday Raffaella Carrà #idib
Cinema amore mio

image

Cinema amore mio è una dichiarazione d’amore per il grande cinema. Un progetto nato da un’idea dei due designer Matteo Valtancoli e Matilde Pugliese per valorizzare l’immenso patrimonio fotografico cinematografico conservato nel Centro Cinema San Biagio Città di Cesena. È un marchio che sviluppa stampe e grafiche applicate su capi d’abbigliamento attento alla moda e che dal mondo della settima arte trae ispirazione, facendo rivivere personaggi, fotogrammi e grandi registi che hanno reso il nostro cinema famoso nel mondo.

Ieri abbiamo incontrato Matteo. Questa è la chiacchierata che abbiamo fatto con lui:

Raccontaci il tuo percorso e cosa ti ha portato a diventare designer…

Ho studiato all’ISIA di Faenza e ho lavorato molto nell’ambito delle arti visive in diversi livelli e in vari settori, nel mondo del cinema e dei patrimoni pubblici, fin da adolescente, anzi - in realtà - da piccolissimo. Fanno parte della mia famiglia molti creativi, tra cui mio nonno (progettista industriale) e mia zia (illustratrice) e da bambino sono sempre stato immerso nel mondo artistico, soprattutto di Forlì, a contatto con personaggi molto conosciuti anche a livello internazionale. Per esempio mia zia mi racconta spesso che Maurizio Cattelan frequentava la sua casa e spesso mi ha tenuto a balia, mi faceva scarabocchiare!

Su Lovli presentiamo il progetto Cinema amore mio: raccontaci tutto!

Ancora prima di essere un prodotto, Cinema amore mio è un progetto culturale. Va al di là della celebrazione del cinema, va anche verso il concetto di diverso utilizzo di un patrimonio pubblico, in questo caso quello del Centro Cinema San Biagio a Cesena che ci ha messo a disposizione il suo gigantesco archivio. Quindi comprando i prodotti di Cinema amore mio si sostiene la cultura italiana e un prodotto 100% italiano, pensato per essere molto fruibile, con un occhio alla moda. Porto avanti questo progetto assieme a Matilde Pugliese, designer con un’importante esperienza nella maison di Giorgio Armani. Inoltre, uno dei sogni alla base del progetto è mettere il patrimonio pubblico su delle t-shirt, pensare che circolino a migliaia per il mondo, diventando una grandissima esposizione sul cinema e sul patrimonio italiano.

 

image

image

Di cosa si occupa nello specifico il Centro San Biagio e come avviene il tuo lavoro di ricerca?

Il Centro Cinema S. Biagio di Cesena è uno dei più grandi fondi fotografici pubblici sul cinema italiano. Ha al momento oltre 200.000 immagini che vanno dagli anni Trenta fino ai giorni nostri. È diventato un punto di riferimento per la fotografia di scena. Tutti gli anni realizza anche un concorso internazionale chiamato Click Ciak. Il direttore del centro è Antonio Maraldi, grandissimo esperto di cinema, e attraverso lui selezioniamo e analizziamo quali foto utilizzare per il progetto. Andiamo lì, spulciamo nell’archivio in maniera totalmente off line, tiriamo fuori dai faldoni gli originali delle foto, immagini che sono straordinarie! Dico sempre che è molto difficile descrivere queste immagini perché un volto di Gassman o di Fellini, o uno scatto di scena de I giorni dell’ira si commenta da solo…

Che cos’è per te il design?

Il design è pensare i prodotti, non solo produrli.

Un libro, un film e un brano musicale che tutti dovrebbero conoscere:

Libro: Lo zen nell’arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Pirsig. È un libro che apre la mente e ti fa capire la differenza nella non differenza, cioè che tutte le cose sono esattamente collegate tra di loro.

Film: Amarcord, perché è un film di passaggio, descrive e racconta il passaggio dell’Italia e della mia terra da un momento storico a un altro

Brano musicale: Il vecchio e il bambino di Guccini, per lo stesso motivo di Amarcord. Perché è il passaggio della memoria che si perde nella contemporaneità, spesso verso l’innovazione.

Oggi su Lovli facciamo un tuffo nel cinema italiano degli anni Sessanta, attraverso gli splendidi ritratti di Fellini, Antonioni e tanti altri rielaborati nelle grafiche delle t-shirt e delle stampe di Cinema amore mio. 

Entrate in Lovli e prendete anche voi posto in sala!

Jun 18, 2013
#Cinema amore mio #cinema italiano #Fellini #Gassman #storia del cinema italiano #lovli #idib
Jun 17, 2013
#Luisa Pirovano #posters #illustration #fairy tail #lovli #idib
Jun 17, 2013
#Milaniwood #giochi da tavolo #giochi i legno #lovli #idib
Alhambretto trasforma il cemento in tessuto

image

Alhambretto è il progetto creato da Viviana Dell’Acqua e Francesco Feliziani, una coppia di designer attivi nell’ambito della progettazione, dell’interior design e della grafica. Nelle loro autoproduzioni amano dare voce a materiali innovativi o di recupero e valorizzare il saper fare artigiano per dare vita a oggetti e complementi in equilibrio tra funzionalità e poesia. Tra i loro prodotti che più ci hanno affascinato ci sono i Concrete Pots, i vasi in Concrete Canvas, un materiale forte come il cemento ma duttile come un tessuto.

 

Come nasce Alhambretto?

Nasce da un viaggio reale e ideale tra le decorazioni esotiche dell’Alhambra andalusa e le dismesse cattedrali operaie del Lambretto milanese, la nostra prima sede. Dopo varie collaborazioni in diversi studi di progettazione, nel 2008 abbiamo dato vita ad Alhambretto e ci occupiamo di design di prodotto, interior design e grafica.

 


Venite dal mondo del design industriale… com’è stato passare all’autoproduzione?

Continuiamo a progettare anche per le aziende ma riteniamo che alcuni prodotti perderebbero il loro fascino se prodotti su larga scala. La produzione industriale e il mercato a essa legato dettano regole che rischiano di nuocere ad alcuni progetti, annullando le caratteristiche distintive di un pezzo artigianale. Affacciandoci al mondo dell’autoproduzione ci siamo scontrati col grosso ostacolo della necessità di un forte investimento iniziale e crediamo sia fondamentale avere il prodotto adatto e trovare i giusti partner con cui iniziare la distribuzione.

 

Qual è il vostro approccio ai materiali?

In tutti i nostri progetti il materiale riveste un ruolo fondamentale. Molti progetti nascono dall’osservazione dei mutamenti che intervengono su un materiale sottoposto a diversi agenti; penso a Patina, un progetto che stiamo sviluppando sull’ossidazione del rame, ma anche ai Concrete Pots. Questo progetto è nato dal materiale, è il materiale che ha ispirato il processo creativo. Dalla peculiarità di questo tessuto impregnato di cemento di potersi trasformare con la sola aggiunta di acqua è nata l’idea di creare un vaso perché la pianta, come questo materiale innovativo, ha bisogno d’acqua per vivere e prendere forma. Ci ha affascinato perché si tratta di un materiale estremamente innovativo e antico al tempo stesso.

Per Macramè la sfida è stata quella di riuscire a ricreare il disegno attraverso la tessitura del cotone e non semplicemente stampandolo. Siamo stati diverse volte in tessitura, abbiamo capito come lavorano i telai e alla fine siamo riusciti a dare vita al disegno intrecciando trama e ordito. Questo ci ha permesso di ottenere l’effetto materico che cercavamo.

image


Quali sono i vostri progetti in cantiere a breve termine?

Come ti dicevo, stiamo lavorando allo sviluppo di un progetto sull’ossidazione del rame, i primi esperimenti sono stati presentati durante l’ultimo fuorisalone ma c’è ancora molto da fare. Ci stiamo dedicando ad alcuni progetti per Bologna Water Design, una manifestazione legata al Cersaie (il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, n.d.r.) che sta avendo molto successo.


Com’è per voi l’oggetto ideale?

È un oggetto che abbia in sé il giusto mix tra funzionalità e poesia. Un oggetto deve svolgere la sua funzione ma deve anche far sognare.


Lovli è il sito di e-commerce per tutti quelli cresciuti a “pasta e design”. Designer preferito e piatto preferito?

Come designer preferito citiamo tutti i designer di PADIGLIONEITALIA: è il momento di dare spazio anche alle nuove generazioni! Mentre il nostro piatto è il risotto con finocchi e salsiccia, l’abbiamo cucinato ieri!


Una canzone, un libro e un film che tutti dovrebbero conoscere?

Canzone: Imagine di John Lennon

Libro: Narciso e Boccadoro di Herman Hesse

Film: I cento passi di Marco Tullio Giordana

Fate un salto su Lovli: oltre ai vasi Concrete Pots che definiscono la loro funzione estetica e funzionale una volta innaffiati, troverete anche le tovaglie Macramè caratterizzate dai pattern tridimensionali creati con il sapiente intreccio di trama e ordito e la lampada Trame realizzata con i fili di lana. Complementi che conservano in sé il fascino del lavoro manuale.

Jun 14, 20131 note
#Alhambretto #design made in Italy #Concrete Pots #vasi #complementi d'arredo #lovli #idib
Formabilio: le idee dei designer e il saper fare delle aziende artigiane nell'era del Web 2.0

image

Formabilio è una start-up che mette in comunicazione designer emergenti e piccole aziende manifatturiere italiane, con un occhio all’etica e l’altro ai criteri ecologici di produzione. Valorizza il talento degli artigiani e dei giovani progettisti accompagnando la creazione dei prodotti dal concepimento fino alla vendita, in un circuito a filiera corta che vede tre protagonisti principali: designer-produttore-cliente consapevole. Un progetto social e innovativo, pieno di entusiasmo, caratterizzato da scelte estetiche raffinate e minimali.

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Andrea e Maria Grazia che ci hanno raccontato il loro progetto. Questa è la chiacchierata che abbiamo fatto assieme:

Cosa vi ha spinto a ideare un progetto come Formabilio?

Ci siamo resi conto che c’è un capitale umano italiano molto promettente e in difficoltà. Secondo una stima di Almalaurea, a un anno della laurea più del 50% dei giovani designer non trova lavoro. Non avendo maturato ancora un’esperienza spesso fanno difficoltà ad entrare in contatto con le aziende e a far prototipare i loro progetti. Questo capitale umano –però- è valido e può portare innovazione in termini di sviluppo di prodotti nuovi, sostenibili e di alta qualità.

L’Italia è un Paese che avrebbe la possibilità di accedere in maniera seria e concreta a un mercato mondiale perché ha ancora un forte potere di stato rispetto ai paesi emergenti e il made in Italy, soprattutto nei settori del cibo, moda e arredamento, è ancora riconosciuto per lo stile e la qualità. Forse non sfruttiamo appieno quest’opportunità ed è proprio per questo che abbiamo pensato a Formabilio.

Dall’idea alla realizzazione del progetto: com’è andata?

Una volta deciso di mettere in pratica il progetto abbiamo venduto la nostra casa a Milano e lasciato i rispettivi lavori per trasferirci in Veneto, terra ricca di piccole imprese artigiane. Con i soldi della casa, e con l’aiuto di alcuni amici che hanno creduto nel progetto, abbiamo iniziato ad avviare la società. C’è stato un entusiasmo formidabile anche da parte di chi ha deciso di lavorare con noi, le aziende hanno da subito mostrato interesse, apertura e lungimiranza. Conoscevamo già l’aspetto burocratico grazie alle nostre esperienze lavorative precedenti, quindi non abbiamo avuto sorprese in questo senso.

Parlateci un po’ dell’aspetto etico ed ecologico di Formabilio…

Per noi questi due elementi erano condizioni vitali ed essenziali del progetto. Per noi fare business significa farlo nel rispetto di tutti. Abbiamo deciso di lasciare una città, uno stile di lavoro, un mondo che non ci rispecchiava e, nel momento in cui abbiamo deciso di fare qualcosa di nostro, abbiamo messo in campo quelli che per noi sono i valori fondamentali, cioè il rispetto di tutti gli attori coinvolti e dell’ambiente. Perché il rispetto paga anche in termini di business. È un costo che a lungo andare si rivela un investimento sulla propria vita e sul mondo e, se tutti lo mettessimo in pratica, il costo diminuirebbe e i vantaggi aumenterebbero per tutti quanti.

 

image

 

Come può fare un giovane designer per entrare a far parte del mondo Formabilio?

Partecipare è semplicissimo: basta registrarsi nella piattaforma, mandare la propria idea rispondendo a una serie di requisiti che di volta in volta richiediamo secondo un bando. Lanciamo due contest al mese, quindi ci sono tante possibilità di partecipare. Aderire è importante anche semplicemente per condividere la propria idea, mostrare cosa si è in grado di fare. Con più di 62.000 persone registrate, Formabilio è anche una vetrina. Riceviamo più di 250-300 messaggi al giorno, si crea dibattito attorno ai singoli progetti, quindi anche se non si vince è un bel modo di farsi conoscere e imparare qualcosa. Ai nostri contest può partecipare anche chi ha una bellissima idea ma non le competenze tecniche per realizzarla. In questo caso interveniamo noi per guidare l’aspirante designer a fare emergere bene le caratteristiche della propria idea, a trasformarla in un progetto industriale e implementarla poi con l’azienda.

 

Come avvengono i vari passaggi tra designer-produttore-cliente che portano dall’idea alla commercializzazione finale?

Ci mettiamo subito in contatto con il vincitore del contest per capire che competenze ha e la sua disponibilità in termini di tempo. Poi curiamo un rapporto costante e giornaliero con l’azienda, definiamo prezzi e dettagli. In questa fase è bello sentire il dialogo tra i giovani designer e gli artigiani, perché è dall’incontro di questi due mondi che nascono prodotti innovativi caratterizzati dalla freschezza e dalla grande sapienza di realizzazione, che poi è quello che ha reso famoso il made in Italy nel mondo. Tutto questo arriva via web direttamente al cliente finale senza costi di retail e magazzino che andrebbero a inquinare la logica del prezzo del prodotto.

Come vedete il futuro del design italiano e di Formabilio?

Per noi il design va verso la sempre maggiore co-partecipazione, osa e si fa contaminare da altri campi. È un design meno snob e più partecipato, in cui anche l’utente finale può contribuire a dare un feedback sul prodotto per miglioralo. È un design in evoluzione. O almeno questo è quello che speriamo che avvenga ed è anche la risposta sul futuro di Formabilio.

Per concludere: un film, un libro e un brano musicale che tutti dovrebbero conoscere?

Libro: Cent’anni di Solitudine di Gabriel García Márquez, un classico ricco di vicende inattese che sorprendono

FIlm: Zelig di Woody Allen, perché il cambio di cappello, l’immedesimarsi, ti pone nella posizione di vedere la vita sotto altri punti di vista

Brano musicale: “Ad esempio a me piace la strada” di Rino Gaetano perché parla del sud (le nostre origini), del ritorno alla semplicità, alla tradizione. Rino Gaetano era un giovanissimo che guardava le tradizioni della sua terra con la voglia di valorizzarla, che è un po’ quello che facciamo noi.

Da oggi su Lovli una selezione di complementi d’arredo ecologici ed etici: lo sgabello Rolle che si trasforma in scaletta, Decube la poltroncina legata al suo pouf attraverso un cordone, Lace la raffinata maniglia in cuoio e tanti altri. Fate un salto su Lovli!

 

 

 

Jun 13, 20132 notes
#Formabilio #start-up #lovli #italian design #idib
Lo specchio (quasi) magico di Digital Habit(s)

image

Digital Habit(s) è una piattaforma in cui I designer condividono tra loro e con gli utenti prodotti innovativi basati su avanzate interfacce gestuali, attraverso progetti disponibili in licenza Creative Commons. Su Lovli Digital Habit(s) presenta Open Mirror, uno specchio innovativo dotato di docking station controllabile grazie a sensori che si attivano con i movimenti delle mani. Una forma poetica e semplice per un oggetto di design altamente tecnologico.

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Innocenzo Rifino, ideatore del progetto. Questa è la chiacchierata che abbiamo fatto con lui:

Come nasce Digital Habit(s)?

Digital Habits nasce da uno “scontro” con un notissimo brand del design italiano del settore arredo bagno. Avendo osservato un po’ di altri prodotti nostri, ci avevano chiesto uno specchio da bagno con la funzione audio. Per un prodotto molto complesso come quello che avevamo proposto i termini del modello economico a cui l’azienda era abituata erano insufficienti e alla nostra richiesta di adeguamento abbiamo ricevuto una risposta negativa. Questo per noi è stato un motivo di innesco nella nostra volontà di portare avanti il progetto e abbiamo deciso di trasformare il prodotto e farlo diventare un progetto d’azienda.

Parlaci di Open Mirror, il prodotto che presentiamo da oggi su Lovli…

Open Mirror è uno specchio pensato per il bagno. Pensa a quando, ad esempio mentre ci si fa la barba, si è nell’impossibilità di controllare il player musicale… Ecco Open Mirror risolve questa e altre piccole necessità mattutine. È un sistema con un’interfaccia gestuale che permette di comandare il player musicale o video e rispondere alle chiamate in vivavoce dell’iPhone muovendo la mano alla base dello specchio senza toccare direttamente né lo specchio né il telefono. Ad esempio muovendo la mano da sinistra a destra si può andare avanti o indietro con la playlist dei brani in ascolto, muovendola dal centro a destra e a sinistra aumenti o diminuisci il volume…

La forma è semplice e pulita…

Abbiamo pensato a una rifinitura che annullasse i limiti delle tecniche di realizzazione digitali. È costruito su una base lignea che fa anche da cassa armonica di amplificazione, studiata in modo che gli alti e i bassi siano diffusi al meglio, da una superficie in acciaio a finitura super mirror, che ha tanti vantaggi. Innanzi tutto non si rompe, quindi essendo il prodotto pensato per la distribuzione on-line l’aspetto della spedizione è al sicuro.  Rispetto a uno specchio in vetro è molto sottile e durevole perché realizzato in metallo lavorato al laser e permette una definizione della forma migliore.

image

In cosa consiste l’aspetto Open Source del progetto?

Significa che cambiano le regole produttive e distributive rispetto agli oggetti tradizionali: i nostri oggetti possono essere fabbricati autonomamente da un appassionato utente attraverso tecniche di fabbricazione digitale… ovviamente non è semplice per cui non tutti ci possono riuscire, ma noi diamo la possibilità di farlo.

Inoltre, con l’idea dell’auto producibilità dell’oggetto trasmettiamo anche il suo valore, che spesso non arriva direttamente all’utilizzatore finale perché si perde nei rivoli della distribuzione. Un prodotto con l’architettura, la tecnologia e la distribuzione on-line così come l’abbiamo pensato noi può cambiare il modo di pensare ai prodotti.

Dal punto di vista del business come ti immagini uno sviluppo del mercato di questo tipo? 

Non credo di saper risolvere in maniera esaustiva questo punto, ma credo che il mercato di massa non ci sarà più, ma ci sarà una massa di mercati, per cui ci sarà sempre più bisogno di tanti prodotti differenti. E quindi in questo senso, avere prodotti come i nostri, così flessibili e configurabili potrebbe essere la chiave vincente. Inoltre c’è un secondo aspetto: tutto ciò che è Open Source è vero che essendo “open” è riproducibile, ma ci sarà sempre quel quid che non permetterà a qualsiasi produttore di ripeterlo uguale, perché nel creare un oggetto c’è alla base una sovrapposizione di diverse scelte: è la cultura con cui queste scelte sono state fatte che sfugge ed è proprio lì che risiede il valore progettuale.

Che cos’è per te il design?

La creazione di prodotti che migliorano in maniera pragmatica la vita delle persone. Non è il decoro, non è il disegno.

Qual è l’oggetto di design perfetto?

Io credo che uno dei prodotti più fantastici sia il Grillo, il telefono di Marco Zanuso, perché coniugava un comportamento esplicito, il movimento, a un comportamento implicito, ovvero quello di rispondere al telefono. Metteva in connessione -a quel tempo in maniera meccanica, oggi elettronica- un comportamento normale con una funzione che si attivava autonomamente. Credo che le grandi innovazioni dei prodotti di design sia questa: che gli oggetti possano rispondere in maniera implicita -senza che l’utilizzatore debba pensarci- a dei comportamenti naturali.

Un libro e un brano musicale che tutti dovrebbero conoscere:

Libro: Controstoria dell’architettura italiana di Bruno Zevi, perché ha segnato un profondo cambiamento nella mia formazione. Zevi cerca di dimostrare come l’architettura spontanea diventi ispirazione per l’architettura progettata, e questo mi sembra un punto molto interessante. Inoltre la retorica con cui sono espressi i concetti è davvero efficace.

Brano musicale: penso che siano assolutamente da ascoltare i Radiohead

Siete curiosi di scoprire come funziona Open Mirror?  Fate subito un salto su Lovli.

Jun 12, 2013
#Digital Habits #Open Mirror #lovli #idib #interfaccia gestuale #Open Source
Jun 11, 20131 note
#Carillon Design #App #cuscini delle app #Ellis Palmisano #lovli #app pillows #twitter #instagram #google maps #whatsapp #facebook
Scopri la nuova V.I.P. Selection

image

Oggi presentiamo un assortimento interamente rinnovato all’interno della nostra V.I.P. Selection, la sezione di Lovli dedicata ai Very Italian Products, pezzi iconici che hanno fatto la storia del design italiano e internazionale. Complementi d’arredo che non sentono il peso degli anni e continuano ad essere amati in tutto il mondo. Come ad esempio Mezzadro, lo sgabello disegnato da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1957, sfruttando il sedile di un trattore agricolo fabbricato circa cinquant’anni prima, e l’appendiabiti Sciangai che valse ai suoi tre ideatori, De Pas, D’Urbino e Lomazzi, il Compasso d’Oro 1979. 

image

Accanto ai grandi del passato, presentiamo anche pezzi disegnati da alcuni dei designer più promettenti delle nuove generazioni, come Alessandro Dubini, vincitore del Good Design Award 2010 e autore dell’appendiabiti Aster e Gabriele Rosa ideatore dello specchio Pablo, composto da tanti elementi geometrici.

Il meglio del design nostrano è su Lovli: venite a dare un’occhiata. 

Jun 11, 20132 notes
#fratelli Castiglioni #Mezzadro #design made in Italy #de pas #d'urbino #lomazzi
La grigliata, quest'estate, si fa con Cruccolini

image

La storia di Cruccolini inizia nel 1958 quando Mario Cruccolini apre il suo laboratorio per la lavorazione artistica della lastra di rame in un garage di Magione (PG), tranquilla cittadina sulle rive del lago Trasimeno. Da allora la sua attività si è evoluta, è diventata un’azienda le cui strutture ad oggi ricoprono una superficie di 10.000 mq e si è specializzata nella lavorazione del ferro sapientemente versato, arricciolato e mixato con altri materiali.

Su Lovli presentiamo una selezione di complementi d’arredo e barbecue che ci invogliano a vivere appieno la bella stagione, tra grigliate e relax in terrazza.

image

Sì perché per preparare prelibati piatti a base di pesce, carne o verdure arrosto non bisogna essere per forza degli Chef, ma molto dipende dalla griglia che si utilizza. Nel nostro shop troverete i barbecue pensati per preparare succulenti spiedini, o quelli super accessoriati per le serate tra amici, come Party o Gran Ristoro.

E per arredare gli spazi all’aria aperta consigliamo Friendly, le loro sedie in ferro battuto trattato per l’uso outdoor con un romantico decoro sullo schienale.

Andate subito a dare un’occhiata su Lovli

 

Jun 10, 2013
#Cruccolini #barbecue #ferro battuto #lovli #idib #bbq
Jun 8, 2013
#mercatino del week-end #estate #lovli #idib #sconti sconti sconti
Jun 7, 20131 note
#jewels #medicine #made in italy #ida callegaro
Tucano: accessori per una vita digitale e in movimento

image

Vestire di stile e design la tecnologia. Tucano realizza borse e accessori per computer e dispositivi digitali da oltre venticinque anni, con costante passione e continua ricerca dell’innovazione.
In anni in cui la tecnologia si è evoluta a ritmi velocissimi e imprevedibili, Tucano ha saputo assecondare tali cambiamenti con prodotti estremamente funzionali e all’avanguardia, ottenendo una notorietà sempre più internazionale.
Creatività tutta italiana, altissima qualità dei tessuti e dei pellami, design innovativo, firmano lo stile dei suoi prodotti pensati per una vita sempre più digitale e in movimento.

image

Su Lovli presentiamo una selezione di accessori del ricco catalogo Tucano. Oltre ai coloratissimi folder monocolore Second Skin per notebook, troverete i modelli Art, dalle grafiche pop prodotte in edizione limitata. Chi ama lo stile classico rivisitato troverà nella borsa da lavoro Plana l’accessorio perfetto, perché unisce alla scelta di un materiale tradizionale, la pelle, una forma originale. Per chi, invece, non riesce a stare un minuto fuori casa senza le cuffiette alle orecchie c’è Fina Mini, la borsetta porta iPod dotata di un sistema innovativo che permette il passaggio dei cavi all’interno della tracolla per avere gli auricolari sempre a portata di mano ed evitare di ingarbugliarli.

Questi e altri pratici accessori vi aspettano su Lovli.

Jun 7, 20131 note
#Tucano #laptop bags #borse porta pc #lovli #idib
Jun 6, 20137 notes
#star wars #chewbecca #darth vader #Yoda #stormtrooper
Jun 6, 201310 notes
#Stefano Marra #poster #illustrations #Salvador Dalì #Michael Jordan #Spike Lee #lovli #idib
La sartoria di ceramica di Vito Nesta

image

Appassionato viaggiatore, spirito artistico e animo romantico: Vito Nesta, designer pugliese di base a Milano, dopo gli studi in Design Industriale a Firenze e anni trascorsi in viaggio per l’Europa approda nella capitale lombarda dove crea “Sartoria”, la sua linea di complementi d’arredo in ceramica autoprodotti. Oggetti che prendono vita dai suoi ricordi d’infanzia, mondi affettivi fatti di ago, filo, stoffe a cui ha attinto per disegnare i pezzi della sua poetica e colorata collezione, tra cui inDito, il vaso a forma di ditale che ha riscosso un enorme successo nel web e sulle più prestigiose riviste.

Qualche giorno fa abbiamo fatto quattro chiacchiere con Vito davanti a un gelato yogurt greco, pistacchio e cioccolato:

Ci racconti il percorso che ti ha portato a diventare designer?

Sono di Corato (BA), ho frequentato l’Istituto d’Arte dove ho avuto come insegnante un artista a cui sono molto legato, Pasquale Guastamacchia, scultore e pittore a cui tengo davvero perché è stato un grande maestro che mi ha insegnato tanto, un grande uomo che mi ha aperto la mente per fare chiarezza su quello che volevo fare. Ho proseguito gli studi in Disegno Industriale a Firenze, nella sezione di Interior, dopodiché ho iniziato a viaggiare. Sono stato un po’ di tempo a Londra, poi in Francia, Spagna, Amsterdam, e Berlino più volte, poi alla fine sono approdato a Milano. Allora era un momento difficile della mia vita, stavo vivendo l’ultimo periodo della mia relazione, non trovavo un lavoro e non avevo idea di come iniziare a costruire qualcosa di mio…

Come sei riuscito a realizzare il tuo progetto?

Un bel giorno tramite le mie zie che stanno a Milano sono entrato in contatto con lo studio di Massimo Monteforte, ex stilista che si occupa di grafica e comunicazione. Per due mesi ho lavorato là, ma allo stesso tempo tentavo di fare le mie cose. Un giorno, mentre viaggiavo verso Brescia, pensavo a un oggetto da autoprodurre e, ricordando la mia infanzia, mi è venuto in mente un ditale che mia nonna usava con una vecchia macchina da cucire. Come un sogno pensavo e ripensavo a quell’oggetto e piano piano lo disegnavo: un ditale che si poteva ingrandire e diventava un vaso. inDITO nasce così! Con lo stipendio guadagnato in quei due mesi sono andato da un ceramista e mi sono fatto produrre i primi quattro pezzi. Li ho fotografati e messi on-line. Subito sono stato contattato da blogger e siti di e-commerce che volevano venderli. Poi sono arrivati gli shooting per le riviste importanti… È stato un successone! Ora inDito è disponibile in 13 colori e, se penso che è passato solo un anno dal mio arrivo a Milano mi sembra impossibile!

Come ti senti ora e quali sono i tuoi obiettivi?

Sono soddisfatto e molto contento. Il mio obiettivo era ed è creare qualcosa che susciti emozioni. Sono un romantico fuori tempo. A me non interessa creare l’oggetto supertecnologico, lo lascio fare a chi ne è capace. Voglio che le mie creazioni abbiano un’anima e facciano sentire le persone, che le vedono o possiedono, come parte di un mondo fantastico di oggetti familiari. Voglio completare la collezione “Sartoria”, di cui fanno parte inDito, i piatti beauToni, il portacandela bobinQue, con il Sale e Pepe e un altro oggetto.

Nel frattempo sto disegnando anche per altre aziende, vediamo se nasceranno collaborazioni in futuro.

image

Parlaci delle spolette portacandela bobinQue…

È un oggetto che riprende la forma della spoletta, il filo è inciso fedelmente e all’interno nella base superiore può essere messa sia la candela che il cero. La base è dipinta in oro liquido.

Come avviene la produzione?

Collaboro con un artigiano che ha il suo laboratorio a Milano. Realizza i pezzi con un’attenzione maniacale, li segue come se fossero dei bambini. Il laboratorio è tradizionale, ha una produzione così radicata che sembra quasi un laboratorio di 100 anni fa, e la lavorazione della ceramica è come un vecchio ricordo…

Parli spesso dei ricordi… per te il design è un po’ un ritorno alle origini?

Sì, come ti ho detto sono un romantico fuori tempo e dunque ho una visione degli oggetti come mezzi che servono per emozionare ed evocare ricordi e sensazioni.

Lovli è il sito di e-commerce per chi è cresciuto a “pasta e design”. Designer preferito e piatto preferito?

Tra i designer ancora in vita adoro terribilmente Paola Navone, fa delle cose raffinatissime, è una donna che ha uno stile e un’attenzione per ciò che fa particolarissimo, non si lascia sfuggire nulla, e questa cosa mi piace tanto. Tra i non più in vita i miei preferiti sono Vico Magistretti e Castiglioni: capisaldi da seguire. Passando invece al cibo, il gateau di patate è un piatto che mia madre ci faceva da piccoli e ogni volta mi rendeva felicissimo. È fatto con le patate lessate e schiacciate a questo si aggiunge latte, prezzemolo tritato, mortadella, mozzarella, parmigiano grattugiato, uova, sale e pepe. Il tutto viene impastato e messo in forno su una teglia. Sopra ci va il pan grattato e delle noci di burro. Una volta cotto si forma una crosta bella, compatta e decisa e l’interno rimane morbido.

Un film, un libro e una canzone che tutti dovrebbero conoscere:

Film: Roma di Fellini…. è stupendo!

Canzone: la colonna sonora di Amarcord di Fellini

Libro: Io non sono pazzo. Splendori e miserie di Salvador Dalí di Pier Mario Fasanotti e Roberta Scorranese. Un libro sulla biografia di Dalí: è strepitoso, l’ho letto 4 volte!

Su Lovli presentiamo la collezione in ceramica Sartoria: i piatti colorati a forma di grandi bottoni beauToni, il porta candela a forma di spoletta di filo bobinQue e inDito, il vaso che imita fedelmente il ditale da cucito.

Jun 6, 2013
#Vito Nesta #vasi a forma di ditale #collezione Sartoria #complementi ispirati alla sartotia #lovli #idib #ceramiche #ceramic vases
Jun 5, 20134 notes
#Disc'o'Clock #Vinylamp #orologi in vinile #recupero creativo dei vinili #lovli #Max Stefanutti #idib
Marakita: accessori dall'animo vintage

image


Marakita: da Benedetta Maracchi ma anche da “mariquita” che in spagnolo significa “coccinella”. È il nome che la designer fiorentina sceglie nel 2009 per lanciare la sua prima collezione di borse e accessori (chiamando a sé anche un pizzico di fortuna) dal design innovativo ma dall’animo vintage, che unisce moda e tradizione tessile, rigorosamente made in Tuscany. Una produzione artigianale che si distingue per l’ampio uso di patterns disegnati da diversi designer, texture accattivanti e materiali ecosostenibili, come ecopelle e lana riciclata. Un successo dettato non solo dalla fortuna quindi, ma dall’inesauribile capacità di questo brand di reinventarsi con stile e creatività.

image

Nella selezione di accessori che presentiamo oggi su Lovli, Sirene anni ’50, disegnate dalla designer fiorentina Miriam Frescura, nuotano tra la fantasia a righe di borse, pochette, beauty case o si immergono nel nero-abisso dei comodi leggings della linea Mermaid. Il motivo a “rosella” tipico della tradizione Toscana, realizzato rigorosamente a mano da esperti artigiani, è abbinato all’ecopelle nell’omonima linea “Marakita” ed è diventato firma del suo stile. Ironico, femminile e adatto a chi ama i piccoli dettagli estrosi e raffinati.  

Jun 5, 2013
#marakita #borse di design #bags #Benedetta Maracchi #mermeid pattern #lovli #idib
Embawo: il legno si fa chic

image

Un passato come modello di successo e poi la voglia di cambiare per tornare a lavorare il legno, la sua passione. L’altoatesino Norbert Öttl decide di mettere insieme le sue due anime per dar vita al marchio di accessori di lusso Embawo, trolley e borsette di gran classe, realizzate abbinando le essenze del legno a morbide pelli italiane. Una linea unica e raffinata che nasce dalla sua collaborazione di Norbert con Caterina Pratico, sua compagna nel lavoro e nella vita. 

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Norbert e Caterina nel nostro ufficio di Milano. Questa è la chiacchierata che abbiamo fatto con loro:

Come nasce il marchio Embawo?

Caterina: Norbert ha iniziato a lavorare il legno fin da piccolo, dopo la scuola dell’obbligo. Poi ha iniziato a fare il modello, ha sfilato per i grandi marchi della moda internazionale fino a quando ha sentito l’esigenza di cambiare e tornare a fare il suo mestiere. In qualche modo ha voluto completare la sua esperienza e la passione per la moda con la sua maestria nel lavorare il legno. Ha iniziato a pensare a degli accessori eleganti che unissero artigianato e design ma che si discostassero dall’immaginario prettamente “etnico” a cui spesso gli accessori in legno sono legati.

Norbert: Circa quattro anni fa ho aperto l’azienda, ma per i primi due anni ci siamo dedicati soprattutto alla ricerca dei materiali e delle forme. Con il tempo ho definito meglio il progetto e ho affinato la tecnica.

Ci descrivete le caratteristiche che meglio definiscono le borse Embawo?

C: Le nostre borse sono eleganti, leggerissime, pesano tra i 400 e i 600 grammi, sono comode e capienti, dal punto di vista ergonomico accompagnano il corpo della donna perché sono curvate. Le forme –infatti- sono estremamente femminili, perché l’idea che volevamo far passare è quella della sinuosità della donna. Il connubio e il contrasto tra la morbidezza della pelle e la flessibilità del legno è l’elemento che forse più di tutti fa la differenza rispetto a quello che c’è già sul mercato. In più utilizziamo solo materiali italiani e le borse sono realizzate esclusivamente in Italia.

Chi sono i clienti Embawo?

C: L’esperienza al Pitti di un anno e mezzo fa ci ha dato una grande visibilità, soprattutto a livello internazionale. Ultimamente riceviamo molti contatti dall’estero, in particolare da due piattaforme americane. I nostri clienti sono principalmente amanti del lusso e dell’eleganza.

 

image

Da dove deriva il nome?

N: Il nome Embawo deriva da un dialetto dell’Uganda e significa “legno”.

Qual è la prima borsa che hai creato?

N: Il modello Benedetta, che poi è anche il mio preferito.

Ci raccontate come avviene la lavorazione del legno per la realizzazione delle borse?

N: Si fanno delle sagome in legno che vengono lasciate per alcune ore sotto una pressa in modo che il materiale diventi modellabile. Lo spessore raggiunto è di circa 3 mm, è estremamente fine e leggero, ma allo stesso tempo molto resistente. Poi si procede alla curvatura e al rivestimento in lacca, olio o cera per garantire la longevità della borsa e per renderla inalterabile da graffi, acqua e tacche accidentali. Ogni pezzo richiede tantissimo lavoro ma il bello del risultato finale è anche la curiosità che la realizzazione suscita in chi tocca con mano la borsa. Tant’e vero che anche il mio maestro falegname un giorno mi ha chiamato per chiedermi “ma come hai fatto?”.

L’idea del trolley in legno è molto originale… come vi è venuta in mente?

C: Abbiamo pensato di abbinare il legno a un accessorio di per sé rigido per reinterpretarlo in un modo unico e nuovo. Abbiamo fatto un po’ di ricerca e ci siamo resi conto che, a parte i bauli e la valigeria antica, non c’era niente di simile. I trolley Embawo sono pratici, eleganti e leggeri. Il riscontro che abbiamo avuto è stato molto positivo sin dal primo momento. 

Qual è l’oggetto di design perfetto?

N: La Ferrari, bianca con i sedili in pelle neri… un sogno!

Cosa in natura possiede il miglior design?

C: Gli alberi secolari con i loro tronchi immensi, mi affascinano molto, fin da quando ero piccola. Mi incanta anche la storia che gli alberi secolari si portano dietro e la loro capacità di rigenerarsi, come quei bellissimi ulivi che crescono nel Mediterraneo.

Lovli è il sito di e-commerce per tutti quelli cresciuti a “pasta e design”. Designer (o stilista) preferito e piatto preferito?

N: Armani è il mio stilista preferito, non solo per il suo stile elegante e classico che adoro, ma anche perché ho avuto la fortuna di conoscerlo ed è veramente una bella persona. Il mio piatto preferito, invece, sono i wurstel.

Lei: Il mio designer preferito è Gaudí, mentre per quanto riguarda il cibo amo il pesce.

Un film, un libro e un brano musicale che tutti dovrebbero conoscere:

Film: Quasi Amici

Libro: Bar Sport di Stefano Benni

Canzone: Una canzone tra le tante dei Negramaro

Le elegantissime borse Embawo sono da oggi su Lovli: dieci modelli - tra borsette e trolley - che esprimono il calore di un materiale affascinante dalle mille venature.

 

 

 

 

 

 

 

Jun 4, 2013
#Embawo #Norbert Öttl #borse in legno #lovli #idib
Jun 3, 20136 notes
#Stefano Marra #illustrations #t-shirt #printed t-shirts #lovli #idib
Pallucco: da laboratorio d'arte ad azienda di design

image

Da laboratorio d’arte ad azienda di design: un percorso che Pallucco comincia nel 1982 a Treviso e da un approccio più improntato alla decorazione porta l’azienda a ricercare nuovi equilibri tra emozione, funzionalità e sostenibilità.

image

Pallucco vanta collaborazioni con i più affermati designer internazionali che arricchiscono il suo immenso catalogo di arredi e complementi, caratterizzati da un rigoroso ed elegante minimalismo e dalla spiccata vena innovativa.

La selezione che presentiamo oggi su Lovli comprende l’estroso appendiabiti da parete Tabard, disegnato da Denis Santachiara, ispirato ai tabarri ottocenteschi; il mobile contenitore Breeze di Kazuhiro Yamanaka, la cui maniglia imita con grazia la sinuosità di un’onda; la lampada Foglie progettata da Matali Crasset che si ispira alla forza verticale degli alberi e tanto altro ancora.

Andate a rifarvi gli occhi su Lovli !

Jun 3, 2013
#Pallucco #Denis Santachiara #design made in Italy #lovli #complementi d'arredo #italian furnishing #idib

May 2013

31 posts

If Bags: le sacche per andare in spiaggia

image

If Bags è il marchio di accessori ideato da Isabella De Felice, giovane designer napoletana, assieme a Francesca Mesiano e Claudia Legnani, rispettivamente scenografa e imprenditrice. Di base a Milano, le tre creative realizzano zaini in ecopelle, corda e legno semplici e minimali, che giocano con una palette di colori sconfinata dai nomi divertenti. Accessori che fanno scattare scintille emozionali rispondendo a un’esigenza di praticità. 

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Isabella. Questa è la nostra chiacchierata:

Come nasce If Bags?

Il progetto nasce a Milano 2 anni fa, dopo aver terminato studi di design io, Francesca e Claudia abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e iniziare a “fare qualcosa”. Abbiamo pensato subito agli zainetti colorati in pelle e abbiamo iniziato a realizzarli per i nostri amici e conoscenti. Tutti quelli che vedevano la nostra If Bag ne volevano una perché è un prodotto originale, fatto a mano, semplice.


Dalla cerchia di amici a internet: com’è cresciuto il progetto?

Io ho sempre avuto la vocazione da imprenditrice (da bambina mi ricordo che realizzavo dei braccialetti che poi vendevo al mare), quindi dopo esserci rese conto del fatto che era un buon prodotto e che andava d’accordo con i tempi, abbiamo iniziato a svilupparci su internet: prima il sito, poi il negozio on-line, poi la pagina fan. Il prodotto ha iniziato a evolversi, siamo andate alla ricerca di materiali più particolari, abbandonando la vera pelle perché troppo rigida. Ci abbiamo messo circa otto mesi per trovare l’ecopelle, una ricerca lunga che ci ha portato dappertutto. Poi la scelta della corda, che abbiamo cercato a Genova e Napoli: volevamo un materiale economico ma forte e resistente. Con le nuove If Bags stiamo facendo le cose “per bene”, ci siamo strutturate e ci appoggiamo a un gruppo di ragazzi che gestiscono la comunicazione e il nostro sito.

Avete in cantiere nuovi progetti?

Stiamo sviluppando anche le possibilità di personalizzazione della borsa: ci teniamo molto al fatto che chi ha una If Bag possa cambiare le corde, il cazzillo (la chiusura della borsa) e anche il legnettino quadrato, vorremmo realizzarlo ad esempio in resina e in altri materiali.

Siamo appena entrate in un laboratorio, quindi non si lavora più da casa. Stiamo facendo tanti contatti, sia per l’e-commerce che per negozi, stiamo conoscendo i blogger, e pensiamo che proseguiremo così, senza appoggiarci a distributori. Noi siamo artigiane, e preferiamo cercare noi le realtà belle a cui proporre i nostri prodotti.

image


Raccontaci come avviene la produzione delle vostre borse…

Siamo molto fiere di come le realizziamo: lavorano per noi tutti i nostri amici disoccupati, per ora è l’unico modo per aiutarli e quindi a giro vengono e ci danno una mano. Adesso ci aiutano 3 o 4 amici che assemblano a mano i vari pezzi. Pensiamo di andare avanti così finché non potremmo fare qualcosa in più per loro.

 

 Tu, come noi, sei cresciuta a “pasta e design”. Qual è il tuo designer preferito e il tuo piatto preferito?

Il mio designer preferito è l’architetto Bruno De Felice, mio padre, mentre invece il mio piatto preferito è la frittura di calamari.

 

Per ultimo: una canzone, un libro e un film che tutti dovrebbero conoscere:

Canzone: Il bar della rabbia di Alessandro Mannarino

Libro: Pagina 20 di Elena Giunta

Film: Ricomincio da 3 di Massimo Troisi


Fate un salto su Lovli, dove da oggi troverete le If Bags a prezzi scontati! Un coloratissimo mondo di sacche unisex pratiche ed estive.

May 31, 20132 notes
#If Bags #zaini #accessori di design #Isabella De Felice #Lovli #idib
In giro per le città d'arte italiane con T-map

image

Essere designer oggi significa trovare delle soluzioni che migliorano la qualità della vita delle persone, attraverso oggetti intelligenti ed esteticamente belli. È ciò che Diellesse, lo studio di design di giovani professionisti fondato da Laura Spinaci, si impegna a portare avanti ogni giorno. Da un’intuizione avuta osservando dei turisti intenti a consultare una cartina di Roma, Laura coglie l’importanza di avere sempre a disposizione una mappa della città, meglio se stampata su oggetti d’uso quotidiano. Nasce così T-map, una collezione di prodotti che riportano stampata sulla propria superficie le mappe dei centri storici delle principali città d’arte italiane, per esprimere il ricordo o la propria appartenenza alla città visitata o che si vorrebbe visitare.

image

Milano, Roma, Siena, Firenze e Venezia, impresse su taccuini, shopper, grembiuli e tovagliette per la colazione, attraverso immagini grafiche che riproducono fedelmente le viuzze, gli angoli e i maggiori punti d’interesse di 5 fantastiche città che tutto il mondo ci invidia. Il segno grafico, semplicissimo e originale, è impresso sui supporti attraverso una tecnica di stampa artistica, la serigrafia a colori.

Salite a bordo! Da oggi su Lovli si inizia un inedito viaggio attraverso le nostre bellezze artistiche: un modo nuovo per esprimere l’amore per la nostra terra o per riscoprirne il grande fascino.

May 30, 2013
#T-map #Laura Spinaci #gadgets con le cartine delle città #città d'arte italiane #Lovli #idib
May 29, 20136 notes
#Bette Davis #Alessandro Pautasso #posters #illustrations #stampe #idib #lovli
SoapUp cambia il modo di lavarsi le mani

 

image

Alla base dell’ispirazione progettuale di Marisa Zenone, titolare dello Zenhui Design Studio c’è la conoscenza, la ricerca e la manipolazione dei materiali. Marisa ha creato di tutto: arredi, gioielli, complementi in acciaio, vetro, argilla e carta. Poi un giorno, giocando con il sapone, ecco che arriva l’idea folgorante: realizzare un oggetto estremamente semplice ma rivoluzionario, che cambia la routine di lavarsi le mani. Progetta e brevetta così il SoapUp: un accessorio che sospende la saponetta sopra il lavandino, garantisce maggior igiene e usabilità e favorisce un controllo sugli sprechi. 

Questa è la chiacchierata che abbiamo fatto con lei qualche giorno fa:

Raccontaci il tuo percorso e come sei arrivata a SoapUp…

Ho una formazione da progettista, ho aperto il mio studio più di 20 anni fa come laboratorio artistico di design di pezzi unici. Il mio interesse si è sempre concentrato sull’utilizzo dei vari materiali tra cui ferro, vetro, acciaio, argilla e resine. Proprio la passione per i materiali mi ha portato a creare Soap Up. Avevo iniziato, infatti, a sperimentare con il sapone, a creare gioielli e da questa curiosità è nato anche il marchio Sapomagie con il quale in futuro svilupperò un progetto che ruota attorno all’aspetto ludico legato al sapone. Ma torniamo a noi, un giorno per gioco ho appeso una saponetta a forma di pesciolino con una corda al rubinetto del mio bagno. Ho da subito notato l’aspetto pratico e la mia attenzione si è spostata dal materiale sapone al supporto. Per circa due anni ho pensato a un porta sapone originale, fino a quanto sono arrivata a progettare SoapUp, presentato nella versione basic al FuoriSalone l’anno scorso presso il Museo delle Scienze.

Quali sono i punti di forza di questo inusuale porta saponetta?

Innanzitutto rispetto alla versione basic il nuovo soap up è regolabile e ricaricabile. SoapUp tiene sospesa la saponetta al rubinetto o a una staffa, evitando che questa stia a contatto con i ristagni d’acqua, per cui dura di più (quella da 50 g dura più di 3 mesi) e rimane asciutta e igienica. SoapUp, inoltre, invita all’uso della saponetta al posto del sapone liquido perché è più ecologica, risparmia sia la plastica delle confezioni sia l’acqua che riversiamo nell’ambiente a causa degli agenti schiumogeni contenuti nei saponi comuni. Le saponette SoapUp, al contrario, sono 100% biodegradabili perché contengono solo olio e soda. Inoltre, questo è un progetto rivolto davvero a tutti: siamo stati contattati da Life for All, la piattaforma per il pensiero inclusivo che si occupa di discutere e raccogliere progetti di design che migliorino la vita di tutti, perché SoapUp è un prodotto adatto anche ai non vedenti e a chi utilizza un solo arto, oltre che perfetto per contesti come le scuole.

image

Quindi ci sono tanti progetti nuovi all’orizzonte… Ci sveli qualcosa?

Tra le tante cose, stiamo progettando le collezioni di saponi biologici da abbinare a SoapUp. A breve avremo una gamma di saponi, da usare come ricariche, all’olio d’oliva con essenza di bergamotto, latte d’asina e polvere vulcanica. Di sicuro continueremo a scegliere saponi realizzati a mano e che valorizzino l’eccellenza artigiana del nostro territorio. Inoltre c’è da sviluppare tutto un progetto legato agli alberghi, una collezione speciale di SoapUp con la staffa, l’accessorio opzionale che è disponibile anche su Lovli.

Cos’è per te il design?

Per essere qualificato come “design” un prodotto non deve solo rispondere a una performance estetica, ma dev’essere riproducibile, pratico, innovativo. È design - quindi - solo ciò che risponde a queste caratteristiche.

Lovli è il sito di e-commerce per tutti quelli cresciuti a “pasta e design”. Designer preferito e piatto preferito?

I miei designer preferiti sono Ross Lovegrove (designer gallese di fama internazionale, che ha collaborato con grandi aziende tra cui Apple, Kartell, British Airways, Moroso, Peugeot, n.d.r.) e Davide Vercelli (designer piemontese, selezionato per due volte per il Compasso d’Oro e vincitore di tanti riconoscimenti tra cui un Good Design Award, n.d.r.)  mentre il mio piatto preferito è la parmigiana di melanzane.

Un film, un libro e un brano musicale che tutti dovrebbero conoscere:

Libro: Il gabbiano Jonathan Livingstone

Film: adoro tutti i film di fantascienza, ma Guerre stellari è il number one!

Brano: non saprei quale scegliere tra un brano dei Queen e uno di Michael Jackson…

Oggi su Lovli presentiamo SoapUp: il piccolo e semplice oggetto che rivoluziona il modo di lavarsi le mani, disponibile in 7 colori diversi.

May 29, 20132 notes
#SoapUp #Marisa Zenone #accessori bagno #soap holder #saponi #lovli #idib
May 28, 20133 notes
#Peter Zullo #Photography #posters #new york photos #Lower Manhattan #lovli #idib #SevenDays
May 28, 20132 notes
#Designtrasparente #vasi di design #Emiliano Brinci #lovli #idib
Con SevenDays la fotografia d'autore sbarca su Lovli

SevenDays è un progetto che ci ha conquistato da subito: un sito che esplora il mondo della fotografia attraverso diversi canali, dal magazine alle stampe, dagli e-book alle App. Fondato da Enrico Ratto, riunisce un gruppo di appassionati che amano il viaggio e la scoperta e “cercano di fermare il tempo” attraverso immagini fantastiche per regalare nuove prospettive del mondo che ci circonda. .

Da oggi nella Stamperia di Lovli, accanto alle illustrazioni e ai lavori dei graphic designer, troverete anche splendide opere fotografiche, straordinarie istantanee che raccontano angoli di mondo da una prospettiva originale, selezionate per noi e per voi proprio dai ragazzi di SevenDays.

image

Il primo talento che presentiamo è Peter Zullo, a cui piace definirsi un “life-photographer”. Peter ama follemente le grandi città (in particolare New York) e conosce la Grande Mela come le sue tasche, l’ha girata in lungo in largo, rigorosamente a piedi, si è lasciato incantare dagli “ingorghi di vita” che tra le sue strade scorrono senza fine. 

Presentiamo oggi su Lovli quattro stampe fotografiche che attraverso il suo obiettivo mostrano la sua personale e intensa visione di questa città unica. Le luci di Manhattan nel solstizio d’inverno, il cielo sopra il ponte di Brooklyn e il caos di Times Square sono solo alcuni dei soggetti che ritrae intensamente.

Andate subito a darci un’occhiata in Stamperia.

May 27, 20133 notes
#Peter Zullo #SevenDays #photography #fotografia #New York #lovli #idib
May 27, 20131 note
#Double-ei #women's fashion #kaftani #moda donna #lovli #idib
Creazioni Zuri: capolavori di cartone

image

Raccontare le bellezze del proprio territorio, per valorizzarle e riproporle secondo uno stile moderno ed ecosostenibile. 

Chiara Zuliani e Manuela Rigon sono due giovani designer formatesi a Venezia che realizzano gioielli in carta e cartone riciclato, materiali poveri e grezzi da cui nascono creazioni dalla potente forza materica e plasticità: le Creazioni Zuri. Pezzi  bellissimi che uniscono alla modernità della produzione seriale dei materiali, l’estro creativo e l’artigianalità manuale, veri segreti della loro straordinarietà.

image

Infiniti dischetti di carta, con texture e diametri diversi, vengono tagliati industrialmente da una fustella, poi uniti pazientemente a mano con ago e filo per creare gioielli unici e dalla forte identità. Ornamenti dalle strutture modellabili i cui colori sono ispirati alle bellezze del territorio veneto: le sfumature verdi azzurre della laguna, il bianco avorio delle mura del Palladio di Vicenza, il cremisi delle facciate veneziane, il marrone dei legni del Ponte di Bassano.

Creazioni Zuri, collane e bracciali originali che esaltano le potenzialità della carta, in offerta su Lovli solo per il weekend.

May 24, 20131 note
#Creazioni Zuri #lovli #idib #Chiara Zuliani #Manuela Rigon
Ab Aeterno: orologi forti come il legno

image

Ab Aeterno è una linea di orologi da polso che coniuga la passione per il fashion e l’amore per la natura. Un design classico e pulito applicato a un materiale dal fascino intenso: il legno, con le sue venature naturali che rendono ogni pezzo unico. Accessori versatili e originali realizzati a mano che, ispirati ai colori della selvaggia e incontaminata Australia, evocano un profondo legame con la terra e invitano a rispettarla. 

Da qui la scelta di non trattare gli orologi con vernici o sostanze dannose per l’uomo o per l’ambiente e un impegno che interessa anche la logistica e la gestione delle risorse - economiche e umane - per sensibilizzare e dare vita a un nuovo modo di intendere la moda.  

image

“Nature is back to fashion” è il loro slogan, e gli orologi Sandy e Envy che oggi presentiamo su Lovli ne sono la conferma: interpretano in chiave innovativa un accessorio dalle linee tradizionali, rendendolo cool, moderno e perfetto per look diversi. 

May 23, 20132 notes
#Ab Aeterno #wooden watches #orologi di legno #idib #lovli
Veeshoo: le scarpe con la zip

image

Veeshoo è il brand di calzature ideato dal giovane designer romano Edoardo Iannuzzi. Dopo importanti esperienze negli studi di Denis Santachiara e di Karim Rashid, nel 2011 Edoardo inventa e brevetta un innovativo sistema di chiusura per scarpe da viaggio, cifra distintiva del marchio Veeshoo. Nel 2012 vince il Vogue Accessory Award per il suo talento innovativo nel design di scarpe. Su Lovli presentiamo le sue “zipping shoes”, calzature  “smontabili”  fatte a mano.

Come nasce Veeshoo?

Nasce nel 2010 come tesi del corso di laurea in Disegno Industriale al Politecnico di Milano. Il mio progetto era stato selezionato dall’ufficio brevetti del Politecnico, doveva essere sviluppato e brevettato dall’università che ne diventava anche proprietaria. Ma proprio l’anno della mia laurea quest’ufficio ha chiuso, quindi il progetto è ritornato nelle mie mani. All’inizio mi sono trovato spiazzato, poi mi sono buttato in altre esperienze: ho lavorato con Karim Rashid a New York e da Denis Santachiara a Milano. Esperienze molto positive, grazie alle quali però mi sono reso conto che non riuscivo a sottostare alle rigide regole del lavoro d’ufficio e così ho deciso di trasferirmi nelle Marche e rimettere mano al mio progetto delle scarpe.

Dal progetto alla realizzazione finale… com’è andata?

Quando ho sviluppato i primi prototipi non avevo ancora mai realizzato delle scarpe! Piano piano ho perfezionato la forma, poi mi sono rivolto a diversi artigiani, ognuno per un ambito di competenza diversa. Per sei mesi, da solo, sono andato in giro tra artigiani provando a costruire la mia scarpa. Quindi ho stretto i primi contatti con alcuni punti vendita a Roma e all’estero per fare le prime prove, ho creato il materiale per la comunicazione, un business plan e un piano finanziario. Investendo dei soldi che avevo da parte, circa 10.000 euro, ho realizzato i primi modelli. Lo scorso giugno è entrato a far parte del progetto un investitore e grazie a lui abbiamo realizzato la prima collezione, presentata a Pitti 2012. Quest’anno, grazie alla partecipazione alla fiera di Parigi, abbiamo avuto una grande visibilità internazionale e abbiamo stretto collaborazioni con alcuni department store molto prestigiosi.

Com’è nata l’idea della cerniera?

Il concetto della cerniera nasce perché volevo una scarpa che in viaggio si comportasse come un vestito, ovvero che potesse essere piegata, riposta in valigia occupando il minimo spazio. La zip doveva far diventare la scarpa da tridimensionale e bidimensionale, piatta e destrutturata.

Come mai tra tanti accessori hai scelto di dedicarti proprio alla scarpa?

Sin da bambino ho sempre avuto una passione incredibile per le scarpe, è il capo per cui ho sempre speso di più e su cui ho incentrato la mia ricerca. La scarpa è quell’accessorio che permette all’uomo di osare, indossare colori particolari e fare scelte bizzarre. A me personalmente non piace essere eccentrico nel vestire capi spalla o pantaloni, ma con le scarpe posso giocare e sperimentare.

Tra i miei designer di scarpe preferiti c’è Bruno Bordese, l’ho scoperto perché le sue scarpe sono realizzate dallo stesso fabbricante con cui collaboro io. Ho avuto modo di vedere i lavori di costruzione delle sue suole, il modo di lavorare le sue pelli, gli effetti particolari, … è un designer davvero interessante.

image

 

Se non avessi fatto questo di mestiere cosa avresti potuto fare?

Mi sarei dedicato all’arte: dipingere è la mia più grande passione. Qualsiasi applicazione artistica mi da tante soddisfazioni.

Qual è l’oggetto di design perfetto?

Design è “progettare” e migliorare un prodotto. La perfezione è il compromesso perfetto, e si può trovare solo negli oggetti meno complessi in cui coesistono meno fattori soggetti a rapporti di compromissione. Il primo che mi viene in mente forse è la palla da bowling, non poteva essere fatta né pensata meglio.

Lovli è il sito di e-commerce per tutti quelli cresciuti a “pasta e design”. Designer preferito e piatto preferito?

Il mio designer preferito è Philippe Starck, mentre il piatto preferito sono i fiori di zucca fritti con mozzarella di bufala e acciuga.

Fate subito un salto su Lovli per dare un’occhiata alle “zipping shoes”: 6 modelli unisex da mettere in valigia quest’estate per appassionati viaggiatori o semplicemente per chi ama gli accessori originali che sorprendono e fanno tendenza.

May 22, 20132 notes
#Veeshoo #shoes #design di scarpe #Edoardo Iannuzzi #lovli #idib
May 21, 20136 notes
#Sabrina Fossi #lampade di design #lovli #idib #home decor
May 20, 20134 notes
#poster #illustration #hollywood icons #lovli #idib #Alessandro Pautasso
Le start-up italiane sostengono CoderDojo

image

Di talento, in Italia ce n’è eccome. È la realtà dei giovani designer che ogni giorno promuoviamo nel nostro Talent Store ma è anche l’ecosistema delle innumerevoli giovani realtà digitali, le start-up che cercano di rendere il mondo migliore, più efficiente o semplicemente più piacevole. Alle nostre start-up amiche sono dedicate le t-shirt che presentiamo oggi su Lovli, con le quali vogliamo non solo raccontare il loro lavoro ma anche sostenere la preziosa mission di CoderDojo, un movimento globale no-profit che si occupa di insegnare il linguaggio della programmazione informatica ai ragazzi di età compresa tra i 7 e i 12 anni.

Educare le nuove generazioni in questo senso, attraverso il gioco e il metodo learn-by-doing, è la chiave per un’Italia che voglia restare davvero competitiva a livello mondiale nei prossimi anni. Noi ci crediamo fermamente ed è per questo che i profitti dalla vendita delle t-shirt saranno usati proprio a sostegno di CoderDojo. 

image

Assieme a Lovli partecipano a questa iniziativa tante start-up innovative tra cui 2Spaghi, il sito per tutti gli amanti della buona cucina che propone guide e recensioni a tutti i ristoranti e locali d’Italia, Prezzi Benzina, che ci dà una mano a trovare il distributore di carburante più economico e a comunicarlo a tutti gli utenti nelle vicinanze, Formabilio che mette in contatto i giovani designer con piccole imprese manifatturiere e StartMiUp il bellissimo spazio di coworking nel cuore di Milano che favorisce l’incontro tra nuovi talenti e imprenditori (e che ospita anche Lovli). 

Ma l’elenco non finisce qui perché sono tantissime le start-up che hanno voluto aderire per aiutare CoderDojo. Venite a scoprirle tutte su Lovli

May 20, 20133 notes
#start-up #t-shirt #CoderDojo #StartMiUp #Prezzi Benzina #2Spaghi #Formabilio #idib #lovli
UvaLab: un collettivo di lamiere e di idee

image

UvaLab è un collettivo di designer e produttori nato nel 2011. Tra le mura di un edificio riconvertito del porto industriale di Venezia, realizza accessori e complementi accomunati dalla semplicità del progetto, da un ciclo produttivo breve e dall’utilizzo di un unico materiale, la lamiera d’acciaio.
Oltre ad occuparsi di prodotto, il collettivo organizza mostre e realizza pubblicazioni per contribuire a rendere vivo il dibattito sul design a livello internazionale.

image

Su Lovli presentiamo la loro collezione di tavolini, sgabelli e desk set: accessori estremamente funzionali che giocano con il colore e l’essenzialità di forme mai banali. Tra i prodotti che abbiamo selezionato troverete i portapenne Saetta di Luca Ferigo, Sovrap, la seduta leggera e futuristica progettata da Enrico Girotti; Cubì il porta cd modulare disegnato da Luca Ferigo e Alessandro Santarossa, costituito da moduli che si possono comporre all’infinito e Alberino, l’appendiabiti adatto anche ad ambienti esterni di Giovanni Scirè Risichella.

Fate un salto su Lovli per scoprire un mondo di prodotti made in Venice!

May 17, 2013
#UvaLab #lovli #design made in Venice #complementi in acciaio #idib
Antonio Pio Saracino: un italiano a New York

image

Fare l’elenco dei riconoscimenti ricevuti da Antonio Pio Saracino in poche righe è praticamente impossibile! Architetto e designer di origine pugliese, vive e lavora tra New York e l’Italia. Ha lavorato in diversi studi di architettura tra cui quello di Massimiliano Fuksas a Roma. Ha ricevuto premi internazionali come l’American Architecture Award nel 2007 del Chicago Museum of Architecture, ha vinto per quattro volte il Future Furniture Design Competition promosso dalla rivista Interior Design di New York. Dei suoi lavori hanno parlato le più importanti testate internazionali, tra cui il New York Times, l’Architectural Digest, Vogue, Abitare. È stato nominato tra i 25 trend-setter più interessanti al mondo dalla rivista ARTnews, New York.

image

Saracino ha progettato il trofeo Formula 1 World Championship 2010-2011 per ENI. Si è posizionato nella Top Ten degli Architetti Italiani sotto i 36 anni per il premio New Italian Blood. Nel 2011 le sue opere sono state presentate alla 54a edizione della Biennale di Venezia. Il suo lavoro di progettazione è stato acquisito dalla collezione permanente del Brooklyn Museum, dal Museo di Arte e Design di New York City e dal Powerhouse Museum di Sydney.

Su Lovli presenta le sedute e i tavolini in alluminio della linea Star, nate da uno studio sulla morfologia della stella applicata ai complementi d’arredo, dal design ricercato e avveniristico.

May 16, 20131 note
#Antonio Pio Saracino #italian design #lovli #idib #star chair
Pedrali: luci bergamasche

image


Da Mornico al Serio in provincia di Bergamo, al mondo intero. Pedrali dal 1963 realizza articoli per l’arredamento unendo la forza di materiali come metallo e acciaio inox, alla versatilità di plastiche sempre più innovative, legno, cuoio e pelle. Il risultato è una varietà infinita di sedie, sedute, tavolini e lampade pensati e disegnati per soddisfare le esigenze di una clientela sempre più internazionale. Design-oriented, Pedrali unisce la tradizione del saper fare alla costante ricerca e sperimentazione di nuovi materiali. Per offrire in un solo prodotto innovazione, funzionalità e stile.

image


Su Lovli vi presentiamo la sua collezione di lampade, dal design lineare e sofisticato, come Colette, la lampada da tavolo che si veste di sfumature e trasparenze, nata dall’unione di un corpo cilindrico e un paralume semisferico; la maestosa Time Out, pensata per illuminare il nostro tempo libero all’aria aperta e L002S, dal look che rievoca il design anni ‘60 e ‘70.

Tante soluzioni luminose per rendere i nostri ambienti ancora più speciali.

May 15, 2013
#pedrali #light design #lampade di design #bergamo #idib
Rullo di tamburi: vi presentiamo Villa Home Collection

image

Villa Home Collection nasce come evoluzione della ricerca sul legno finalizzata alla realizzazione degli strumenti musicali a percussione. Per raccontare le origini dell’azienda dobbiamo fare un bel salto indietro nel tempo e arrivare alla fine degli anni ’20, quando Antonio Villa fonda la Villa s.r.l., una piccola bottega artigiana di mobili in noce, specializzatasi in seguito in una nuova tecnica di piegatura del legno, che risultò essere particolarmente adatta alla realizzazione di tamburi, grancasse e batterie. Decenni di esperienza, una profonda conoscenza del materiale e la voglia di mettersi in gioco in un ambito diverso: così nasce Villa Home Collection, la linea di complementi d’arredo e mobili in stile contemporaneo che si distinguono per l’eleganza, la leggerezza e la purezza delle linee. Oggetti raffinati e funzionali, espressione di un’essenzialità che ricorda il design nordico.

image

Non ci sono spigoli acuti nella collezione Villa Home, solo linee morbide e aggraziate. Il materiale protagonista è il legno piegato e curvato a evocare la rotondità dei fusti della batteria e dei cerchi di tamburi e percussioni, specialità originaria dell’azienda.

Su Lovli presentiamo una ricca selezione di complementi per arredare spazi diversi della casa: soluzioni storage eleganti come il Set di scatole quadrate o Bellantonio, il mobiletto “porta-cose” dotato di cassetti rotanti; tavolini minimal che si illuminano come Akira; raffinati paralumi come Fatila o Tellit che giocano con le linee geometriche, e tanti altri accessori, accomunati da un’armonia che infonde un senso di quiete, pulizia e benessere. 

May 14, 2013
#villa home collection #lovli #idib #arredi in legno #design made in Italy
May 13, 20133 notes
#Paola Lenti #arredi outdoor #idib #lovl
May 10, 20135 notes
#Riccardo Fano #poster #illustrazioni #illustrations #idib #lovli
Mattia Bosco: lo scultore di tazzine

image

Scultore milanese, classe 1976, Mattia Bosco respira arte fin dalla nascita. Padre pittore e madre restauratrice, dopo un percorso di studi in filosofia inizia a sperimentare la matericità della ceramica, approdando successivamente alla scultura. Su Lovli presenta la sua collezione di tazzine, candide sculture che esprimono purezza, assumono forme geometriche nuove, destrutturano e reinterpretano in modo poetico e affascinante un oggetto della nostra quotidianità.

Qualche giorno fa Mattia ci ha accolto nel suo atelier. Questa è la chiacchierata che abbiamo fatto con lui:

Andiamo un po’ indietro nel tempo: quando hai iniziato a esprimere il tuo lato artistico?

Prima studiavo filosofia e in qualche modo è la filosofia che mi ha portato verso l’arte, anche se già da piccolo avevo dimostrato di avere capacità manuali e di disegno buone, ma non le avevo mai coltivate in modo intensivo. A un certo punto la filosofia mi ha posto l’urgenza di rispondere alla domanda “Cos’è quella cosa che facendola ti fa sentire te stesso e ti avvicina alla tua messa a fuoco? Qual è quella cosa che può portarti a essere più felice?”. La filosofia può condurti verso te stesso, verso quello che ti appartiene di più. Quando poi ho iniziato a lavorare sono stato catturato dalla dimensione del lavoro, fino a quando non ho più potuto farne a meno.

C’è qualche filosofo in particolare che ti ha “accompagnato” in questo percorso?

Sicuramente mi è stato d’aiuto un libro del filosofo francese Maurice Merleau-Ponty “L’occhio e lo spirito”, parla soprattutto di pittura, ma in un senso filosofico molto ampio e affrontando dei temi che riguardano l’arte in generale. Mi sono avvicinato a quest’arte un po’ sulla scia delle sue riflessioni, sono stato assorbito dal lavoro quotidiano e, guardando i primi oggetti, mi lasciavo affascinare da questa capacità di incarnare il tempo trasformandolo in cose, e di non far disperdere l’energia ma coagularla.

Quali sono state le tue prime creazioni?

Gli oggetti sono stati la prima palestra con cui ho sperimentato il mio mondo di forme, ancora prima di dedicarmi alla scultura. Nel farli ho messo a fuoco un mondo che, in qualche modo, era dentro di me. Ho iniziato dalle sculture-teiere, le “scultiere”, e poi nel 2004 sono passato alla tazzina, l’oggetto a cui ho dedicato il lavoro più importante, portando avanti un lavoro di ricerca, anche parallelamente ad altri progetti. La tazzina è la dimensione di lavoro in cui mi lascio andare, mi rilasso, gioco con le forme.

La ceramica è stato il tuo primo materiale?

Sì, è un materiale nel quale mi sono addentrato sempre più in profondità nel tempo, lavorandolo sempre con un’attitudine geometrica, pulita e molto rigorosa, diversamente dal modo comune di lavorazione della terra che è molto più gestuale. Ho iniziato dalla terra perché mi affascinava e perché è il materiale scultoreo per eccellenza, permette infinite lavorazioni, e mi ha reso possibile lo sviluppo delle capacità necessarie per affrontare anche la pietra.

Con la terra vai per aggiunte, modifichi la materia spostandola da uno stato a un altro, da una forma a un’altra, la modelli, mentre con la scultura vai per sottrazione. Quando hai capito il meccanismo che ti conduce dall’immaginazione alla realizzazione, puoi applicarlo a qualunque materiale, ma l’idea deve essere sempre l’inizio di percorso, come una sorta di seme che poi cresce.

 

image

Com’è stato il tuo approccio alla materia?

È la terra che mi ha insegnato come si lavora, non ho imparato attraverso un percorso “didattico”, ho fatto sviluppare un mio modo di fare. Puoi imparare delle tecniche dai maestri, ma è in seguito all’incontro concreto tra te e la materia che riesci a tirare fuori la tua tecnica personale che sostiene l’espressione del tuo mondo di forme.

Un rapporto molto intimo, quindi, con la materia, un dialogo “unico”…

Sì, l’incontro con la materia, portatrice di una complessità formale, fa parte del mio personale modo di lavorare. Ho provato, ad esempio, a far realizzare le mie cose da altri artigiani. Il risultato finale non rispondeva più all’incontro tra la mia individualità, l’idea e la materia, ma diventava il frutto di un progetto esterno, un prodotto realizzato da un artigiano che segue le istruzioni di un altro. Indicazioni che per forza avranno sempre delle lacune. Io arrivo a un rigore e a una pulizia formale in un certo modo, un altro artigiano ci arriva in un altro. L’individualità, il tocco personale è fondamentale.

Quali sono le differenze e i punti di contatto tra arte e design?

Non mi curo tanto di questa distinzione, so che il mio lavoro sugli oggetti è un lavoro di scultura, cioè un lavoro su una forma. Questa mia attitudine è difficile da condividere su larga scala. L’arte non è il design perché si occupa di produrre oggetti non d’uso, mentre invece il design è quella pratica creativa che si occupa di immettere delle qualità estetiche e progettuali all’interno di un oggetto utile. Io non sono così rigido. Partendo dal presupposto che noi definiamo il mondo attraverso i sensi e che la nostra è un’esistenza estetica, io volevo creare degli oggetti che una volta svolta la funzione avessero la capacità di proporsi in un’altra veste. Una volta finito il caffè, la tazzina non diventa più solo un oggetto sporco da ritirare perché di ingombro, ma un oggetto che può restare sulla tavola, sotto i tuoi occhi, per continuare a nutrire il tuo bisogno estetico.

Questa distinzione tra arte e design è molto legata al nostro tempo. Pensa a personalità come il Borromini o ai fondatori stessi della Bauhaus e del design europeo: tutti esprimevano la loro creatività in qualsiasi campo, dalla pittura all’architettura.

Qual è il tuo atteggiamento nei confronti dell’ispirazione?

L’artista non è sempre in quello stato di grazia che lo porta a creare. Per quella che è stata la mia esperienza, posso dire che fermarsi genera una situazione di blocco, bisogna –invece- sempre continuare a esercitare la pratica e lavorare, in modo che quando l’ispirazione arriva ti colga con gli attrezzi in mano, nel luogo di lavoro, pronto ad accogliere l’intuizione e a svilupparla.

 

Qual è l’oggetto di design perfetto?

Le finestre. Trovo siano straordinarie: fanno entrare l’esterno all’interno, dipingendo un quadro.

Un libro, film e una canzone che tutti dovrebbero conoscere:

Libro: Martin Eden di Jack London, una sorta di autobiografia in cui l’autore parla in modo drammatico del rapporto tra un artista e la società.

Film: Fitzcarraldo di Werner Herzog

Canzone: quella che tutte le notti mi chiede mio figlio quando lo metto a letto, Buonanotte Fiorellino di Francesco de Gregori, una canzone che fa parte della mia quotidianità.

Lovli è il sito per tutti quelli cresciuti a “pasta e design”, nel tuo caso forse più a “arte e design”. Qual è il tuo artista preferito e il tuo piatto preferito?

Prassitele è il mio artista preferito, l’avrei proprio voluto conoscere. Mentre per quanto riguarda il piatto preferito cito l’unico che riesco a mangiare tutti i giorni e mi piace comunque sempre allo stesso modo: la pasta al pomodoro.

Piattini che si riducono all’essenziale o che si plasmano in geometrie spigolose e inedite, manici che prendono il volo o che si scompongono in forme inconsuete: le piccole opere d’arte che affascinano e deliziano gli occhi le trovate su Lovli.it. 

May 10, 2013
#Mattia Bosco #scultura #tazzine #idib #lovli
May 9, 20134 notes
#lovli #idib #wordlwide shipping
May 9, 20133 notes
#Manymal #t-shirt #lovli #idib #printed t-shirt
Jamais sans toi: costellazioni di ceramica

image

I gioielli sono il nostro motivo di gioia: gioiello, gioia, gioco…. Sono termini che hanno tutti la stessa radice.

Camilla e Valentina Gallo sono due affiatatissime sorelle accomunate dal talento creativo e dalla passione per le cose belle. Hanno un rapporto profondo con la materia, la terra, che plasmano utilizzando tecniche antichissime per creare piccole sculture in ceramica che si trasformano in raffinati bijoux ispirati al fascino misterioso del cielo. Nel loro laboratorio torinese disegnano e realizzano personalmente ogni pezzo della loro collezione, opere uniche che seducono per la versatilità e gli accostamenti materici. 

Chi è e come nasce Jamais sans toi?

Siamo due sorelle, Valentina ha studiato all’Accademia di Belle arti e successivamente si è diplomata in restauro della ceramica, io (Camilla, n.d.r.) sono attrice e doppiatrice  (nel telefilm “Victorius” è sua la voce della protagonista Tori Vega, n.d.r.).

Da sempre ci occupiamo di creatività, io da prima realizzavo gioielli con materiali diversi, Valentina faceva sculture.  Jamais sans toi nasce circa un anno e mezzo come un gioco, abbiamo iniziato a produrre le collane in ceramica a casa, ci sbizzarrivamo con forme e colori diversi poi pian piano abbiamo definito una linea scegliendo il tema della sfera. Le nostre creazioni piacevano tanto e così abbiamo deciso di metter su un laboratorio con un forno tutto nostro.

Da dove deriva il nome Jamais sans toi?

È il motto di Chiomonte (TO), il nostro paese d’origine. È in occitano, significa “Mai senza di te” e si riferisce al sole e alla sua importanza fondamentale per far crescere l’uva a 800 metri d’altezza.

image

Raccontateci quali sono i passi che seguite per realizzare i vostri gioielli…

Utilizziamo l’argilla, nello specifico una terraglia bianca priva di ossido di ferro. Attraverso un procedimento molto laborioso che non possiamo svelare (è un segreto!), realizziamo la sfera vuota molto leggera e resistente, contrariamente a quello che si potrebbe pensare della ceramica.

La sfera viene cotta a 980 gradi e diventa terracotta. Ogni singola sfera viene smaltata e ricotta a una temperatura più bassa, 935 gradi circa. Una volta sfornata si monta su cuoio, un materiale che ci piace tanto sia perché si abbina benissimo alla ceramica, sia perché permette di essere interpretato in più modi. Le collane infatti sono modulari, ognuna di esse si può interpretare in modi diversi, a seconda del look indossato.

 Com’è lavorare insieme?

Andiamo d’accordo, poi in realtà abbiamo competenze diverse e ci occupiamo di cose differenti, Camilla ha un profilo più da designer, io (Valentina, n.d.r.) mi occupo dell’amministrazione e per formazione sono più artigiana, quindi mi occupo maggiormente della produzione.

Quali sono state le prime grandi soddisfazioni?

La primissima è stata vendere i nostri prodotti in due negozi di design molto belli di Torino, FULFULdesign e VERVEcreativelab, un fatto molto importante per noi perché poi ci ha spinto ad allestire il laboratorio e a comprare un forno tutto nostro. Ora le nostre creazioni sono in vendita in molti museumstore, primo fra tutti quello della Skira alla Triennale di Milano.  Un’altra bella soddisfazione è stata il premio di Assomoda durante Cool Hunter Italy, grazie al quale le nostre creazioni avranno la possibilità di essere conosciute anche all’estero.

Che cos’è il design?

L’essenzialità della forma che esprime al massimo la funzione.

Cosa in natura ha il miglior design?

L’albero, dalle foglie alle radici.

Lovli è il sito per tutti quelli cresciuti a “pasta e design”. Qual è il vostro designer preferito e il piatto preferito?

Il designer preferito è Leonardo da Vinci!  Invece il nostro piatto preferito sono gli gnocchi di patate al ragù fatti in casa.

Un libro, un film e un brano musicale che tutti dovrebbero conoscere:

Libro: La danza della realtà di Alejandro Jodorowsky

Film: “Tutto parla di te” di Alina Marazzi, un film italiano molto bello. Una delle due interpreti principali, Elena Radoninich, è nostra cugina. Facciamo un po’ di promozione :)

Canzone: Prospettiva Nevskij di Franco Battiato

Quelli di Jamais Sans Toi sono gioielli unici: poetici come il materiale di cui sono fatti, la ceramica, sono composti da sfere leggere che si ispirano alle costellazioni, non sono quelle che stanno in cielo.

Da oggi li trovate su Lovli.

May 9, 2013
#Jamais sans toi #Camilla Gallo #Valentina Gallo #gioielli in cermaica #lovli #idib
May 8, 20132 notes
#Cactus Next #Next Materials #diffusori di fragranze per ambienti #profumatori #lovli #idib
Il Tubephone di Officinadedalo

image

Un’officina delle idee che vuole crescere attraverso la rete e stringere nuove collaborazioni per creare oggetti d’uso quotidiano artigianali, sperimentando nuovi materiali, inventando nuove forme. Fondata da Lorenzo Giaccaglia, Officinadedalo rifiuta la frenesia della produzione di massa e i suoi sprechi per produrre oggetti su richiesta ponendo l’attenzione al riuso dei materiali.

image

Su Lovli presentiamo una selezione di colorati accessori per la casa in ceramica. Con questo materiale affascinante e antico, Officinadedalo ridà forma e corpo a oggetti della nostra quotidianità tradizionalmente realizzati con materiali differenti, come Pidriul, gli imbuti che arredano la cucina, o Plateau, gli ironici vassoi-cassetta. Sfruttando al massimo le potenzialità di questo materiale Officinadedalo arriva a progettare un oggetto sorprendente che ci e piaciuto subito: il Tubephone, un amplificatore passivo per iPhone a forma di tubo idraulico che è completamente sprovvisto di componenti elettronici ma che, grazie alla capacità della ceramica di far vibrare il suono, riesce ad amplificarlo di circa 8/10 dB.

Curiosi? Fate subito un salto su Lovli!

May 8, 2013
#Officinadedalo #creazioni in ceramica #Lovli #idib #Tubephone #amplificatori passivi per iPhone
In giardino con Nardi

image

Nardi porta su Lovli un’esplosione di primavera grazie a una selezione di tavoli e sedute pieghevoli dai colori vivaci e dall’estrema versatilità. 

L’azienda nasce a Vicenza nel 1990 e si segnala presto come realtà dinamica e di respiro internazionale. Innovazione, sperimentazione creativa e alti standard qualitativi sono i caratteri che rendono i suoi salotti all’aria aperta così speciali, assieme a una profonda conoscenza dei materiali, su tutti il polipropilene, che da sempre accompagna la storia dell’azienda. 

image

Gli arredi outdoor, progettati dal designer Raffaello Galiotto, sono dotati di superfici brillanti che resistono al tempo e agli agenti atmosferici, leggeri, facili da pulire e pratici da riporre, durante i mesi freddi o quando non servono.

Pensati per spazi anche molto ridotti, sono perfetti per i nostri balconi e giardini. Andate subito a dare un’occhiata su Lovli!

May 7, 2013
#Nardi #outdoor furniture #arredi per giardini lovli #idib
May 6, 20134 notes
#Martina Gloria #fiabe #fairy tales #stampe #poster #illustration #lovli #idib #alice in wonderland #red riding hood #pippi longstocking
V.I.P.: Very ITALIAN Products

image

V.I.P. - Very ITALIAN Products - icone che hanno fatto la storia del design contribuendo a rendere il “Made in Italy” quello che è oggi: una garanzia di bellezza, stile e qualità riconosciuta e ammirata in tutto il mondo.

La V.I.P. Selection è la sezione di Lovli che ospita le creazioni di storiche aziende italiane affermatesi a livello internazionale, giganti che lavorano sul nostro territorio avvalendosi della maestria impareggiabile dei nostri artigiani e del genio dei migliori designer del pianeta.

image

Come si fa a non sognare di accucciarsi nel grembo di Big Mama?
È questo uno dei nomignoli attribuiti alla mitica poltrona Serie Up5, disegnata da Gaetano Pesce nel 1969 e riproposta da B&B Italia: un cult che, con ironia e intelligenza, racconta la metafora della “donna con la palla al piede” che con le sue forme procaci accoglie il nostro riposo e i nostri pensieri. 

E che bello stendersi sulla poltrona Sacco!
Disegnata dal trio Gatti, Paolini e Teodoro nel 1968 per Zanotta, ha rivoluzionato l’archetipo della seduta, destrutturandola e rendendola leggerissima, trasportabile e adattabile a qualsiasi posizione si decida di assumere.

Questi e tanti altri arredi, complementi e accessori iconici fanno parte della selezione che abbiamo preparato per voi e che resterà in offerta su Lovli per 30gg (o fino a esaurimento disponibilità): un’occasione imperdibile per rendere casa vostra ancora più speciale. 

Venite subito  a dare un’occhiata su Lovli. 

 

May 6, 2013
#VIP shop #icone del design italiano #lovli #idib #zanotta #sacco chair #series up 5 #gaetano pesce
Next page →
2012 2013
  • January 41
  • February 36
  • March 46
  • April 46
  • May 31
  • June 21
  • July
  • August
  • September
  • October
  • November
  • December
2012 2013
  • January
  • February
  • March
  • April 17
  • May 9
  • June 9
  • July 59
  • August 22
  • September 38
  • October 69
  • November 57
  • December 34